
Ed è finita che li ho intervistati, questi ragazzi, che poi sono i DISTANTI, e quello che ne è uscito sono queste cinque cose qui:
1)La prima domanda è piuttosto banale, ma d'obbligo: perchè Distanti? Quando avete sentito la necessità di formare una band?
Un gruppo musicale per noi è principalmente una forma di resistenza all'ozio. Resistervi significa lavarsi la coscienza e ragionare su quello che si sta facendo. C'è chi sul sovrappensiero ha scritto liriche di canzoni che però si risolvono spesso in autocompiacimenti. Talvolta non siamo sicuri che dalle nostre canzoni passi un messaggio militante verso la vita, trattare la noia in tutte le sue sfaccettature però non significa compiacersi di questa condizione. C'è un velo d'ironia in ogni nostro brano, una ironia che offende apertamente l'indolenza che caratterizza un po' tutti oggi. Distanti allora indica sia il nostro tirarci fuori da tutto questo oltre che l'oggetto da cui ci vogliamo tirare fuori. Ma uscire è molto più che difficile, allora noi ci mettiamo solo un po' più lontano, al punto dove fai fatica a comunicare perché non ti sentono. Distanti quindi in realtà è solo un modo per non rispondere, ciò che conta sono i nostri manufatti.
2)Negli ultimi tempi molte band sono spuntate quasi dal nulla raggiungendo anche un discreto sucesso soprattutto facendosi conoscere partendo dal web. Cosa ne pensate del fatto che sempre più spesso nascono gruppi proprio grazie all'uso di internet? credete sia finito il tempo di promuoversi muovendosi da una città all'altra in cerca di un buco per suonare, sudare sul palco e vendere i propri demo a mano?
L' utilizzo del web non spiana la strada a nessuno. Prima o poi ti devi confrontare con la realtà economica della scena: il web permette solo di farsi conoscere più estesamente, ma la scena indipendente in Italia continua a non esistere. Nella musica come nel cinema come in tutte le altre arti. In un paese povero la musica povera fa fatica a trovare i suoi spazi e a vivere nell'armonia della sua nicchia. Le alternative sono o il compromesso o lo spendersi personale e quindi farlo per beneficenza all'arte. Ovviamente speriamo che la situazione possa migliorare per tutti.
3)So che uscirete per Triste, l'etichetta che ha pubblicato sfortuna dei FBYC e ho letto che parteciperete al MIAMi a Milano, come è per un gruppo che nasce in una realtà come Forlì riuscire a uscire dalla melma che avvolge la città? Secondo voi, perchè tutti parlano male di Forlì? e' soltanto perchè "è sempre stato cosi" oppure c'è qualcosa in piu? in fondo in città esistono gruppi piuttosto validi: (AM), LaQuiete, Neil On Impression, Portugal...
Non siamo dell'idea che il benessere debba cadere dall'alto. Non ci siamo mai aspettati niente da Forlì e lei certamente si farà attendere ancora a lungo. Ciò che caratterizza la nostra cittadina non crediamo sia molto diverso dall'umore delle migliaia di città, paesi, paesini provinciali d'Italia e probabilmente del mondo. Oggi siamo abituati ad esigere uno stimolo nuovo ogni giorno, in una realtà piccola ovviamente la cosa è difficile. Si può sempre andare via, probabilmente molti di noi lo faranno. La tendenza a concentrarsi nei grandi centri urbani è tale da almeno un secolo. Da Gozzano ai Distanti (ahahahah) centinaia di artisti hanno scritto del male della noia in provincia. Nulla di nuovo sotto il sole. I Distanti, gettando sul palco queste situazioni, vorrebbero solo indurre chi ascolta a scegliere quello che fa ogni giorno e non lasciarsi trascinare. Perché una vita quotidiana è inevitabile, la vita è quotidiana per definizione, ma la qualità può variare.
4)Le vostre influenze musicali quali sono? Avete dei gruppi che vi hanno, per così dire, "formato"?
Enrico: per quanto mi riguarda, mi ripeterò, ma le influenze non sono affatto esclusivamente musicali. Herzog sostiene che se aprisse una scuola di cinema gli alunni per essere ammessi avrebbero dovuto compiere un viaggio a piedi che coprisse la distanza che separa Barcellona da Kiev e che tra i corsi da frequentare ci sarebbe stata la boxe e altre discipline fisiche. Non nego però che dei modelli di riferimento nel mio modo di cantare ci siano, ma sono troppo maestosi per essere da me citati.
Ivo: Direi che dal '65 in sù siamo stati influenzati sicuramente da un bel po' di roba
Andrea: per quel che mi riguarda la scena forlivese screamo-punk inevitabilmente ha influenzato noi e moltissimi altri gruppi, quasi come una patologia di cui sai che ti ammalerai per forza. Invece, uscendo un po' dalla solita cosiddetta "scena" penso ai Sonic Youth e ai My Bloody Valentine e chi più ne ha più ne metta.
Lorenzo: la scena di Washington della prima metà degli anni '80 (Fugazi, Rites of Spring) ma anche Wipers, Husker Du e tutta l'ondata post-hardcore. Inevitabilmente è presente anche l'impronta di gruppi della scena emo/punk nostrana.
Steno: enrico direbbe che sono influenzato dai tatuaggi per cuori spezzati che ho sul corpo e dai racconti dell' "amore" con cui intrattengo le nostre uscite serali.
5)Mi piacerebbe avere da voi una miniclassifica di 5 band in attività (della nostra zona se possibile) da consigliare a chi legge questa breve intervista!
General Decay, Cosmetic, MMK, Chesterpolio, Verme
0 commenti:
Posta un commento