
Ah, io gli ho fatto anche 5 domande e lui mi ha dato 5 risposte. Eccole:
1) Il tuo ultimo lavoro si intitola “Colui che gli dei vogliono distruggere”, puoi dirci come ti è venuta l’idea? Sembra una battuta, ma... l'idea è nata nell'intervallo di un Bologna-Cagliari invernale, giocato in notturna. Sono entrato nei bagni della curva, e ne sono uscito con l'idea di questo romanzo. Davvero. Probabilmente i bagni pubblici contengono dei varchi per altri universi. Altrimenti non si spiega.
2) Molti leggono i libri di Gianluca Morozzi, ma il Moroz cosa/chi legge?
Tante cose. Paolo Nori. Cristiano Cavina. Massimo Carlotto. Philip Roth. Chuck Palahniuk. Alan Moore... e molto fumetti.
3) Ti ricordi quando per la prima volta ti sei detto “farò lo scrittore”? Cosa consigli a chi vuole tentare la tortuosa strada dello scrivere?
Me lo sono detto per la prima volta a dodici anni, dopo aver letto la biografia di Isaac Asimov. Dare consigli è sempre complicato, ma intanto di leggere molto e di leggere soprattutto i contemporanei, giusto per avere un'idea di cosa si scrive nel 2009 e non solo di cosa si scriveva nella Russia del 1800. Tenersi informati su quel che accade nell'ambiente editoriale e letterario. Andare a qualche presentazione di libri. Non vergognarsi di copiare altri autori, all'inizio: copiando e copiando, lo stile personale verrà fuori. E avere molta pazienza, e molta tenacia.
4) Il tuo modo di scrivere è semplice e vicino al lettore, racconti storie ed episodi che potremmo vivere tutti, in più suoni in un gruppo rock, non manchi mai di ricordare la tua passione per lo stadio e il Bologna, usi myspace e facebook in prima persona e rispondi a tutti i tuoi fan! Insomma l’immagine dello scrittore serio e intellettuale chiuso dietro una scrivania non ti appartiene, la formula vincente è quindi essere veramente sé stessi?
Lo scrittore serio e intellettuale chiuso dietro una scrivania, o è un genio (come potrebbe essere Philip Roth) o trova pochi spunti su cui scrivere, mi sa, limitato com'è nel suo piccolo mondo. Oltre a conoscere pochissime ragazze, e ad avere una scarsa vita sociale. Ciò che scrivo, la mia creatività, si alimenta anche con i concerti che vedo, le partite allo stadio, e le strane fanciulle con cui ho spesso a che fare...
5) Sulle nostre pagine cerchiamo sempre di pubblicare scritti, fumetti e recensioni di band emergenti. Cosa ne pensi delle fanzine e blog in generale? Pubblicare e distribuire gratuitamente un giornaletto stampato e piegato a mano può essere uno sforzo inutile oggi?
No, è utilissimo! Bisogna informare in qualunque maniera la gente, bisogna far sapere che esiste qualcosa oltre a ciò che appare in tv, sui giornali, nelle radio nazionali... andrebbe bene anche scriverlo sui muri, per me!
Adieu.
checco


