16 marzo 2009

IL DISAGIO E' ARTE


Dario Molinaro è un giovane artista foggiano, classe 1985, laureato in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia che ha all’attivo un numero davvero cospicuo di mostre collettive e personali sparse per l’Italia. Ha partecipato alla seconda Biennale di Arte Contemporanea GENOVARTE 2007, al secondo Premio Internazionale di pittura Arte Laguna in mostra al Museo di Santa Caterina di Treviso. Nel novembre del 2007, inoltre, ha vinto il terzo concorso “ARTERRY”.

L’arte di Molinaro attinge molto dal mondo del fumetto, proponendo opere simili a schizzi e ricchi di grafie infantili vicine allo scarabocchio. La contemporaneità è un tema molto caro all’artista che interpreta con chiavi di volta sempre molto personali, spaccati sociali ed emozionali con irriverenza, scherno e fare burlesco.La sua produzione artistica si divide in opere su tela e disegni a china, opere in bianco e nero e opere dove il colore diventa traccia, segno e gronda spesso sulla tela quasi come una disattenzione giunta ad opera conclusa.L’artista non realizza disegni preparatori per svincolarsi da regole e preconcetti che minano un gesto artistico che rasenta la compulsività. L’uso del colore permette a Molinaro di donare anche una trama ludica alle proprie opere. Le cromie forti, acide, grumose, si fondono insieme per aprire strade insolite al gesto artistico. L’unico punto fermo nella produzione artistica attuale è una sottile linea di scherno e di strafottenza nei confronti della quotidianità. Molte opere sono degli “Untitled” in quanto l’artista ritiene che il titolo conduca il pubblico ad una comprensione dell’opera facilitata e priva di interpretazione personale. Dario Molinaro affida le proprie opere ad un viaggio cognitivo personale in cui lo spettatore può addentrarsi e dare una libera interpretazione dell’opera arricchendola di significati inaspettati. L’artista predilige il fumetto come forma di espressione considerandolo un ottimo mezzo attraverso il quale giocare con graffiante lucidità anche su temi crudi e difficili quali la droga e il disagio giovanile.




Colpiscono i visi spaventaticci dei personaggi proposti dall’artista, i sorrisi urlati, le espressioni violente sia su cromie contrastanti, sia nel bianco e nero. Il pubblico è irradiato da messaggi che divertono e allo stesso tempo fanno riflettere. L’artista si scaglia contro il falso perbenismo della società che divora emozioni e sensazioni .I personaggi di Molinaro sembrano fuoriuscire come rigettati da un background urbano che li ha prodotti e rinnegati e che ora li lascia patire in un limbo atroce in attesa di una fantomatica redenzione. Il tutto sembra la teatralizzazione di una quotidianità atrofizzata ma percorsaancora da un filo di speranza salvifica. Il pubblico è affascinato per il forte potere iconografico che le opere di Molinaro possiedono.

La recensione è stata scritta da Gerardo di Feo, storico dell'arte, classe '82, foggiano, curatore e giornalista free lance.



Adieu.
checco

14 marzo 2009

I DISEGNI DI TONE

"L'arte è qualsiasi cosa che attira e stimola i sensi, porta pace, felicità e ti fa star bene. Solo disegnando riesco ad essere totalmente libero." (Tone)








Perdersi tra immagini enigmatiche, misteriose, spiazzanti. Un tratto di matita morbido, ma deciso a rivelare un senso della realtà del tutto personale dove volti, corpi, paesaggi e figure oniriche si ammucchiano su un foglio, mescolando in un'unica forma angosce infantili e realtà fisicamente e psicologicamente distorte. Sebastiano Carghini, in arte Tone, ragazzo di 21 di Sogliano al Rubicone (FC) nel tempo libero partorisce degli strani disegni apparentemente incompleti.
Lo spazio in cui sono racchiusi i suoi lavori sono fogli lasciati spesso vuoti per grandi porzioni, quasi a comunicare un' assenza, una semplificazione minimale e violenta, come se un'epidemia avesse spazzato dalla faccia della terra la razza umana lasciando l'eredità del mondo a organismi infetti e silenziosi. Ibridi zoomorfi dalle sembianze crude e scorticate alla ricerca di un equilibrio irraggiungibile. Figure lente, imbarazzate, linee che ricordano paesaggi lunari, navicelle spigolose e muscoli allo spasmo. Incubi e peccati messi a nudo che non puoi fare a meno di fissare con ossessione, fino a renderli familiari, a farli tuoi in modo più rassicurante. Perchè tutti, che lo si voglia o no, abbiamo qualcosa di marcio con cui convivere.






NastroIsolante ha incontrato Tone sul web e ne è nata un'interessante chiacchierata:

1)Allora! Partiamo subito dal tuo nome, Sebastiano Carghini, perché Tone?
Il nome tone deriva dal soprannome "spaltone" affibbiatomi dai miei amici del bar. non ha un significato vero e proprio, l'ho scelto perchè probabilmente è appropriato per i miei disegni...

2)Da dove nasce per te il fare arte? Dove trovi l’ispirazione per i tuoi lavori?
Fare arte per me è necessità di sfogo; l'arte è qualsiasi cosa che attira e stimola i sensi, porta pace, felicità e ti fa star bene.
Innanzitutto mi definisco un creativo che fa cose esclusivamente per se stesso, trovo l'ispirazione da ogni cosa che sento, vedo, vivo.
Tutto questo lo immagazzino per svilupparlo e poi esporlo attraverso il disegno. Solo disegnando riesco ad essere totalmente libero.

3)Che rapporto c'è fra te e le tue opere? Cosa vuoi comunicare?
Dipende. A volte esiste un legame che può essere sentimentale (nel senso che con quel determinato disegno voglio far capire come mi sento) ma il più delle volte non esiste un vero e proprio legame.

4)Credi che abbia ancora senso nel 2009 dare un significato a un’opera d'arte? Oppure l’artista crea e poi ci pensano i critici a trovare i significati?
Se uno vuol dare un determinato significato alla propria opera, perchè no? Secondo me ha senso sia che glielo si dia sia o meno, comunque sia c'è sempre un senso...
Non solo le persone esperte possono trovarci un significato, chiunque visioni l'opera può darne una propria interpretazione, il che a me sinceramente piace molto di più.

5)Sei riuscito ad elaborare uno stile personale che ti rappresenta, allo stesso tempo c’è l’impressione che continui a sperimentare tecniche, materiali e linguaggi nuovi. Quanto pensi che sia importante per un artista trovare un proprio stile piuttosto che seguire una linea artistica del passato?
Nel corso di questi anni ho modificato sempre più il mio stile e continuerò a modificarlo in futuro, sperimentandolo con materiali sempre diversi.
Adesso sono giunto ad utilizzare uno stile che mi rappresenti al meglio; credo che ogni creativo faccia così, è un modo per emergere e farsi conoscere.

6)Cosa ne pensi dell’uso del digitale e delle tecnologie informatiche in campo artistico?
Trovo che l'utilizzo di macchine e dispositivi digitali in campo artistico possa essere utile ma io personalmente non ne vado pazzo, preferisco utilizzare i vecchi metodi perchè non mi piace l'effetto artefatto che il digitale produce.

7)Le tue opere si dividono in bianco e nero e a colori, decidi prima come deve essere il risultato finale o ti lasci guidare “dall’istinto” mentre crei un lavoro?
Non mi impongo regole nella realizzazione di un'opera, a volte decido prima che colori andrò a usare e cosa voglio disegnare, a volte invece non decido nulla e vedo come si sviluppa il disegno strada facendo.

8)Come spieghi l’utilizzo di personaggi in pose così poco rassicuranti? Chi sono questi personaggi? Qual è il loro stato d’animo?
Le pose sono tutte studiate; le sperimento proprio disegnandole e ridisegnandole continuamente, ridisegno finchè non trovo quelle giuste per quella situazione e per quello stato d'animo. i personaggi che disegno sono, per me, esseri surreali. Nel loro stato d'animo prevale l'incertezza, la malinconia, l'insicurezza e il dubbio.

9)Ci sono artisti o movimenti contemporanei (o del passato) che ti piacciono particolarmente? Puoi consigliarli ai lettori della nostra neonata fanzine?
Nel mio lavoro mi sono sempre ritagliato uno spazio personale, ma prendo atto che con il passare del tempo ho ricevuto anche varie influenze da movimenti del passato ad esempio le espressioni artistiche della pittura del Futurismo che io amo molto, ad esempio Umberto Boccioni e Giacomo Balla. Oltre a questo movimento ce ne sono stati altri come il cubismo, surrealismo e impressionismo che mi hanno influenzato.
Gli artisti contemporanei che apprezzo particolarmente e che spero un giorno di conoscere sono BLU, eron, dem, ericailcane, canedicoda, useless idea, money less, 108, ufocinque, ozmo, halohalo,
jon vaughn, arianna vario, pona, falling_apart, Marvin Crushler, bera white, alessandro Baronciani, Basic ecc...
Invece quelli che conosco e che stimo e coi quali ogni tanto mi vedo sono: elzevira, inserirefloppino, harto1983, thomas ray, qvaioe...

10)Sul numero 03 della rivista inglese TURBOCHAINSAW magazine è stato pubblicato un tuo lavoro dove si vede distintamente una mano stringere un enorme pisellone! Quanto di erotico c'è nella tua arte? Nel 2009 si riesce ancora a scandalizzare con l’arte oppure tutto è ormai già stato fatto e detto?
In effetti "pisellone, masturbazione" (2007) è piaciuto a parecchie persone, quello stile aveva un forte componente erotica. Se guardi anche le altre opere dello stesso periodo, esse hanno tutte come tema l'organo sessuale sia femminile che maschile.
Adesso invece nel mio nuovo stile non c'è nulla di erotico, non vi è per me alcun riferimento, ma se qualcuno dovesse trovarci qualcosa di sessuale mi andrebbe bene comunque..!
Certo che ci si riesce tutt'ora a scandalizzare con l'arte; guarda il mio pisellone con il prepuzio contorto che sperma sulla testa di un essere.. ne è un esempio lampante... e ha fatto scalpore!!

12)Mi hai detto che suoni anche in un gruppo musicale delle nostre zone, che genere fate? C’è un rapporto tra la musica che suoni e i tuoi disegni?
Sì esatto, suono la batteria nei Chesterpolio da ormai 4 anni insieme a due miei grandi amici: Magro e Real. Il genere che facciamo è progressive-strumentale-noise. Io e gli altri ci esaltiamo molto a suonare perchè è un modo per evadere dalla monotonia del nostro piccolo paese.
Non esiste nessun rapporto tra il fare musica e i miei disegni: sono due cose totalmente differenti. Posso però affermare che talvolta la musica è per me una fonte d'sipirazione per i disegni che faccio. Mi capita molto spesso di ascoltare musica e poi disegnare.

13)Toglimi una curiosità, cosa pensi delle fanzine (o webzine)?
So solo che voi siete la prima webzine che mi fa un'intervista, per adesso mi piacete ahahah. Ti dico, sono utili perchè ti danno la possibilità di farti conoscere e di avere un pò più di visibilità, inoltre sono utili per chi è interessato ad informarsi su arte, cinema, musica ecc...
Le fanzine secondo me si dovrebbero aprire un pò di più nel senso che sono standardizzate e tendono troppo a dare rilievo soltanto ai personaggi di spicco di una determinata scena artistica, mentre invece a mio parere dovrebbero investire maggiormente sulle nuove proposte.


Adieu.
checco

IL PUNK A FORLI' PARLA PORTOGHESE?




I Portugal! sono solo l'ultima delle formazioni nate nella scena “alternativa” forlivese che ha dato la luce a gruppi come Raein, LaQuiete, Neil On Impression, Magentha Vol. e più recentemente Kiss Me Emily, Brilliants e Venezia. Naturalmente se cercate sonorità ricercate, introspettive e ragionate lasciate perdere. Qui ci sono magliette della salute, camicie da boscaiolo e barba incolta. È la faccia sporca del rock, quella che esplode direttamente sul palco senza fronzoli e senza troppi bei discorsi, solo voce, chitarra, basso e batteria. Pregevole l'artwork che contiene il loro primo demo (registrato nel marzo 2009). Confezione bianca di cartoncino che non riporta il nome del gruppo, ma solo una linea scura che ricalca le sagome dei 4 “portoghesi”.
Il cd parte subito a razzo tanto che non si ha il tempo di prendere il ritmo “su e giù” con la testa che il ritornello di "bad news" è già arrivato come un proiettile a tradimento. In "The end is tuning" si vede tutto il potenziale dei Portugal!, una scheggia fatta apposta per esplodere durante i live con la voce di Mattia che si adatta perfettamente nel finale gridato e ripetuto. "Don't look back" si presenta con un ottimo giro di chitarra ed è la canzone più “melodica” del demo. Chiude il tutto "frenetic world" che, come lo dice il titolo stesso, è frenetica e “scattosa” e si allunga nel ritornello come un treno che deraglia su un fiume. Quattro canzoni esplosive, quattro schegge di grezzo garage-punk-rock. Ma le etichette sono fatte per esser messe in discussione per cui ogni riferimento a The Hives, At The Drive In, I.N.C. e qualche spolverata di The Horrors e Ramones è puramente casuale. Nel primo demo dei Portugal! cii sono le stesse cose che vedi dal vivo: sudore, volume e coinvolgimento. Senza prendersi troppo sul serio.

Attitudine punk, sonorità garage, rock sparato a mille, chiamatela come volete, ma questi Portugal! di Forlì sembra ci sappiano fare. E anche piuttosto bene. La speranza è che trovino la strada giusta per emergere e non morire soffocati nella melma forlivese.



Adieu.
checco

JESUS DON'T WANT ME FOR A SUNBEAN


"The Vaselines are alive!" (The Vaselines)





In tempi di crisi fare musica nuova diventa più difficile del previsto e i ricicli e le reunion sono spesso all’ordine del giorno. Il più delle volte si è di fronte a una minestrina riscaldata che ci fa chiedere “Ma perché tornare sulle scene?”. Un esempio sono i Sex Pistols di qualche anno fa, tornati sui palchi –a detta dello stesso gruppo ex scandalo di Inghilterra- per farsi un po’ di soldi. Viva la sincerità! Però rivedere un vecchio Johnny Rotten soprappeso e vestito come un cinquantenne in vacanza a Pinarella crea più imbarazzo che scandalo.

Bene, una band sembra salvarsi da queti tentativi di rinascita fallimentare. Sono i The Vaselines. Furono una band scozzese fondata nel 1986 da Eugene Kelly e Frances McKee. I due musicisti tentarono il successo, ma dopo qualche EP e un LP decisero di sciogliersi immediatamente. Kurt Cobain era follemente innamorato dei loro pochi pezzi, tanto che inserì 3 di questi nei suoi album (Jesus Don’t Want Me For A Sunbean, Son Of A Gun e Molly's Lips). Cobain cercò anche di rilanciare i Vaselines invitandoli ad aprire il concerto dei Nirvana ad Edimburgo, ma ciò non servì a far proseguire la loro carriera musicale, facendoli diventare una band di culto nel panorama indiepop."The Way of the Vaselines" è un’ottima raccolta completa di tutti i loro pezzi, immancabile per chi vuol conoscere un pezzettino di storia della musica indiepop che influenzò una delle più grandi rock band degli anni90. Oltre alle 3 canzoni riproposte successivamente dai Nirvana i pezzi che colpiscono di più sono You Think You Are A Man e Oliver Twisted. Ad un ascolto preciso di tutta la raccolta si può respirare un’aria frizzante e a tratti malinconica tipica di una Scozia verde e piovosa in cui il ritmo delle giornate è scandito dall’ennesima birra spillata.
Il ritorno dei Vaselines c’è stato il 24 aprile 2008 per uno spettacolo di beneficenza a Glasgow. L’invito è stato mandato tramite il “passa parola” senza annunci sui giornali (altro che scopi di lucro!). Successivamente hanno suonato al Tigerfest di Scozia supportati dai Belle And Sebastian e per la prima volta sono volati a suonare negli Stati Uniti. Insomma come dice il profilo myspace a loro dedicato “The Vaselines are alive!”.


QUI un video


Adieu.
checco

JOCELYN PULSAR



Nati nel 2001, i forlivesi Jocelyn Pulsar pubblicano il primo disco nel 2004 “La mia Velocità”, progressivamente il gruppo diventa sempre di più un progetto nelle mani del cantante-chitarrista e principale autore Francesco Pizzinelli che scrive completamente il secondo disco, uscito nel 2006 “L’ amore al tempo del telefono fisso”: il disco ottiene buone recensioni su Rockit, Gufetto, MusicClub e intanto assieme al regista Luca Coralli viene girato il videoclip della title track del disco che sarà finalista del Videofreccia-MEI 2006 e della rassegna europea SediciCorto. Nel 2007 esce il nuovo disco “Cosa fischietta l’ artista vero”: il nuovo video viene allegato al numero di Marzo 2008 della rivista Games Machine e trasmesso dai programmi MTV Your Noise e Talent 1 (Italia 1). I Jocelyn Pulsar nel corso del Tour hanno suonato assieme a nomi importanti dell’ indie italiano come Dente, Marco Notari, Edwood, Pitch, Artemoltobuffa, Enroco esibendosi in tour acustici in tutta Italia. Nel 2008 è uscito “Penso a Sonia ma suono per la gloria”, il nuovo disco.
Ho provato a contattare Francesco e mi sono fatto raccontare di cosa parla il disco e come è nato il progetto Jocelyn Pulsar.


1)Francesco Pizzinelli, in arte “jocelyn Pulsar”, qual'è la ragione che sta dietro al nome del tuo progetto?

La ragione è che, dopo avere inizato come gruppo, mi sono reso conto che per me è molto più facile fare le cose da solo, se non altro per quanto riguarda la scrittura delle canzoni: percui ho pensato di lasciare il nome del progetto originario, pur essendo ormai a tutti gli effetti un solista.


2)Inanzi tutto come hai cominciato a suonare?quando hai capito che non stavi più suonando solo per te stesso, ma stavi facendo musica anche per gli altri?

Ho inziato da ragazzino, soprattutto come chitarrista, ma mi piaceva anche scrivere delle cose mie, in particolare in Italiano: quando il mio ultimo gruppo si è sciolto avevo già molto materiale nel cassetto ed ho approfittato per dare vita ad un progetto nuovo, che erano, e sono, i Jocelyn.


3)Mi hai detto che la settimana scorsa hai aperto il concerto di Dente a Padova, cosa ne pensi della realtà indie in italia? Esiste una “scena”?

Questa è una domanda complessa, perchè la parola "indipendente" può significare tante cose: in questo ultimo periodo, complice forse la partecipazione degli Afterhours a Sanremo, noto un certo smarcarsi da parte di molti rispetto ad una presunta appartenenza ad una "scena indipendente italiana", pare che autodefinirsi "indie" non sia più di moda (e lo è stato per diverso tempo...); io quando parlo di "indipendente" lo intendo tale nei confronti di un certo tipo di musica, troppo piatta e precotta, pronta per essere ascoltata e subito dimenticata...non è necessariamente una questione di mezzi...gli Afterhours, ai miei occhi, restano un gruppo "indie" anche se sono sotto una Major, anche se vanno a Sanremo, perchè mantengono una certa "intelligenza" nel modo di porsi, non danno al pubblico quello che vuole a prescindere. Se si intende questo, una "scena indipendente" italiana esiste eccome.


4)Come è cambiato il tuo modo di fare musica da “La mia velocità” del 2003 all'ultimo disco ”Penso a Sonia e suono per la gloria” (2008)?

Premesso che il primo disco lo considero poco più di un demo, devo dire che sono cambiati i miei ascolti, perchè nel frattempo ho, per così dire, "scoperto" la musica indipendente, e quindi tanti artisti che mi hanno sicuramente influenzato molto, da Artemoltobuffa a Babalot, passando per i Virginiana Miller...


5) Parliamo dell'ultimo disco: a cosa si riferisce il titolo? C'è qualche brano a cui sei legato particolarmente?

Il titolo è uno scherzo, una frase che ho inserito all' interno di una conversazione con la mia ragazza, che si chiama appunto Sonia: naturalmente c'è il gioco di parole, perchè suonare "per la gloria" è qualcosa con la quale, in questi tempi di crisi soprattutto, molti musicisti si devono scontrare spesso..Ci sono alcune canzoni a cui sono sicuramente più legato, a partire da "Garella", il singolo, ma anche "L' ultimo piacere e poi stop" e "Campione di calcetto"..

6) I testi delle tue canzoni parlano spesso di quotidianità e di personaggi che fanno parte di una storia diciamo non di primissima pagina, o comunque personaggi in disparte, famosi ognuno a proprio modo. Sono legati a te per qualcosa di personale oppure le tue canzoni sono fatte apposta per rilanciare un “manipolo di disgraziati” che farebbe invidia all'isola dei famosi?

Quello che dici è vero, spesso i peronaggi dele mie canzoni sono dei "loser", come direbbe Beck, ma del resto lo stesso progetto Jocelyn Pulsar, così casalingo, riflette questo mondo, ed in effetti, musicalmente parlando, si possono considerare delle piccole autobiografie di me stesso..


7) Quando ho sentito la canzone su Manute Bol ho ricordato gli anni in cui Forlì era ancora la città del basket. Cos'è Forlì per te oggi?

Forlì è una piccola città che ha vicino tutto (il mare, la montagna, la riviera, i locali "indie"..) e, forse anche per questo, al suo interno ha poco o niente. Le voglio bene, ci vivo da sempre, ma è piuttosto chiusa nella sua romagnolità, nella tradizione, nel folklore, e non ha il coraggio -o la voglia- di aprirsi....


8) Ho letto che state girando il video di “Garella”, il singolo del nuovo album, dove è stato girato?

Raccontaci un po' come funziona girare un videoclip!Si, lo gireremo ad Aprile, a Forlì, con una location molto "calcistica", ovviamente: posso solo anticiparti che sarà una bella sorpresa per molti..girare un video è una esperienza interessante (ne ho girati due fin' ora, dei quali sono anche sceneggiatore) ma anche molto faticosa, perchè soprattutto in questi progetti low budget i tempi si restringono notevolmente e si cerca di ottimizzare tutto...insomma, sono giorni di grandi corse, ma alla fine spesso il risultato ripaga in pieno.


9)Chiudiamo con la piu classica delle domande: progetti/sogni futuri?

Al momento l' intenzione è quella di lasciar affiorare le idee, con la giusta calma, e tornare a scrivere e registrare in tempi non troppo brevi, sperando di avere del materiale di buon livello..

QUI il video di L'amore al tempo del telefono fisso (2007)
QUI il video di Cosa fischietta l'artista vero (2008)
QUI il video di Garella (2008)

L'ULTIMO VIAGGIO DI GIORGIO BETTINELLI


"Viaggiare è, per me, continuare a vivere" (Giorgio Bettinelli)



Il 16 settembre 2008, all'età di 53 anni, è morto Giorgio Bettinelli. Da 4 anni viveva in Cina con la moglie Yapei.

L'homepage del suo fansclub si apre così, con questa tragica notizia. E sotto si raccolgono i ricordi commossi di due amici come Beppe Severgnini e Vinicio Capossela.
Scrittore, musicista e giornalista – nacque a crema il 15 maggio 1955 e raggiunse la notorietà dopo la pubblicazione di In Vespa dove racconta il suo primo viaggio su due ruote partendo da Roma per arrivare, otto mesi dopo, a Saigon in Vietnam. Tutto nacque durante un soggiorno in Indonesia quando per pagare un debito gli regalarono una Vespa scassata, con questa, senza averne mai guidata una in vita sua, fece il giro dell'isola e da lì non si era più fermato, cominciando una serie di viaggi che lo avrebbero portato, nell’arco di dieci anni, a girare tutto il mondo e a raccontare atmosfere, itinerari e incontri in una serie di libri pubblicati da Feltrinelli.
Giorgio ha attraversato da solo in vespa, senza una tenda e senza una chiave inglese, tutti i continenti. Nel suo ultimo libro, La Cina in Vespa (2008), racconta un viaggio unico, che per la prima volta ha toccato tutte e 33 le regioni dell'immenso Paese orientale.Il popolo di internet che seguiva i suoi spostamenti anche grazie a un blog ha raccolto una petizione per intitolare a Crema una via a suo nome e il sindaco si è già messo all'opera.


L’ultimo post del suo blog è datato 25 agosto 2008 e dice:

“Con i baffi impiastricciati di schiuma mi trovai a lanciare un lunghissimo ululato, dapprima quasi con circospezione, poi senza più ritegno, tra la perplessità divertita di alcuni vietnamiti che avevano preso ad attorniarmi e scuotevano la testa increduli, a metà strada tra un vago rispetto abbastanza immotivato e la consapevolezza motivatissima della follia altrui, e mi facevano domande in un inglese impavido, cantilenato con le curiose inflessioni delle lingue tonali, dopo aver visto la targa “Roma” e una strana scritta sulla fiancata della Vespa: From Italy to Vietnam (...)”


QUI l'ultimo video mandato dalla Cina

QUI l'ultima intervista rilasciata


Adieu.
checco

IL RITORNO DI FRIGIDAIRE!!


Che fine ha fatto il fumetto d'autore in Italia?
Le riviste del settore sono praticamente scomparse dalle edicole e per ritrovare qualcosa è necessario buttarsi in libreria dove almanacchi, raccolte, ristampe e cofanetti dal prezzo vertiginoso fanno girare la testa e invocare la fine della crisi. Ma qualcosa ultimamente si è mosso ed è stato il ritorno sulla scena di Frigidaire.

Sabato 07 marzo 2008 al circolo culturale Magazzino Parallelo di Cesena è intervenuto Vincenzo Sparagna, direttore e fondatore insieme a S.Tamburini e F.Scozzari della rivista Frigidaire, nata nel 1980 e presente in edicola fino al 1998.La sua presenza in Romagna era per presentare il volume “FRIGIDAIRE. L’incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d’arte del mondo” pubblicata da BUR. 300 pagine illustrate con più di un migliaio di immagini. La storia della rivista più rivoluzionaria d'Italia raccolta in dodici capitoli per avvicinare chi ancora non conoscesse il mondo dei fumetti d'autore e per rispolverare la memoria ai fan che dal 1980 seguono le gesta dei personaggi che hanno solcato le pagine di Frigidaire. Nata dalle ceneri del movimento bolognese e del giornale satirico Il Male, Frigidaire ha portato ai suoi lettori reportage da tutto il mondo, letteratura disegnata, satira, musica e comunicazione tanto da scatenare spesso l'ira di politici e benpensanti di turno, ma capace di lanciare giornalisti, fotografi e fumettisti diventati celebri(per fare un nome su tutti Andrea Pazienza).E’ una rivista di fumetti? E’ una rivista politica? E’ una rivista letteraria?E’ una forma di lotta? In realtà Frigidaire non è mai stato un progetto che riguardava una specifica forma di comunicazione, ma la comunicazione in sé.

Da qualche tempo la redazione della rivista si è trasferita da Roma in un territorio particolare al centro dell'Umbria: la Repubblica di Frigolandia. Per lo stesso Sparagna “Frigolandia è un centro di comunicazione multipla e una galleria d’arte, un parco delle meraviglie e una struttura abitata da nomadi dell’arte, della rivoluzione e della ricerca estetica dove potersi confrontare, guardarsi negli occhi e inventare.”

QUI l'ntervista di Radiostreet Messina a Vincenzo Sparagna nel dicembre 2008


Adieu.
checco

09 marzo 2009

CONDIZIONI D'USO

COS'E' NASTROISOLANTE?
E' un blog. Ma anche una specie di fanzina. Si occupa di libri, racconti, fumetti, musica, interviste, recensioni, cinema e tutto ciò che può rientrare sotto la definizione di underground e alternativo.Tutto il materiale qui prodotto ha il solo scopo di recensione e divulgazione.

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